Lentamente, equamente

Cicliste urbaneNel tardo pomeriggio di lunedì 6 febbraio si è svolto un nuovo incontro per Metabolé, questa volta dialogando attorno al libricino di Ivan Illich "Elogio della bicicletta" ed in particolare riguardo il concetto che lentezza ed equità sono collegate (e, quindi, che l'aumento della velocità media degli spostamenti tende inevitabilmente ad aumentare la diseguaglianza).

 

Punto focale di Illich è, infatti, questo concetto:

 

Oltre una velocità critica, nessuno può risparmiare tempo senza costringere altri a perderlo. Colui che pretende un posto su un veicolo più rapido sostiene di fatto che il proprio tempo vale più di quello del passeggero di un veicolo più lento. Oltre una certa velocità, i passeggeri diventano consumatori del tempo altrui.

 

Elogio della bicicletta - frontespizioI partecipanti al dialogo hanno portato in contributo proprie esperienze, sensazioni, impressioni a riguardo: dalle isole di resistenza a passo d'uomo, rappresentate per esempio da quegli scorci residui di campagna che si intersecano con la città tentacolare (dove i tentacoli, con tutte le conseguenze quali i quartieri dormitorio dalle relazioni frammentate, sono dovuti principalmente al dilatarsi degli spazi - mantenendo il tempo impiegato per lo spostamento uguale se non addirittura maggiore rispetto alla situazione di mobilità precedente la motorizzazione - dati dall'impiego di automobili, motoveicoli, mezzi motorizzati collettivi, ecc.); al fenomeno del pendolarismo anche a distanze particolarmente cospicue (tratte quali Padova - Milano compiute quotidianamente in treno, per esempio), cosa che incide pesantissimamente sulla qualità della vita di chi lo fa e che evidenzia una profonda distorsione del mondo del lavoro, con accentramenti specialmente per quanto riguarda i settori lavorativi di punta su nodi distanti anziché essere distribuiti sul territorio; passando per quanto la motorizzazione abbia evidenti connessioni con inquinamento, povertà, sfruttamento, guerre e simili in virtù della richiesta di petrolio per la locomozione (e la situazione, nell'epoca post-petrolifera, probabilmente rimarrà simile per la fame di altre fonti energetiche qualora l'attuale situazione ad elevata richiesta di energia per i trasporti continuerà ad incrementarsi).Traffico

 

Uno spunto ulteriore di quanto la mobilità motorizzata sia a livello collettivo nefasta lo può dare la riflessione che spesso, per poter lavorare e quindi disporre di risorse economiche, è necessario possedere un automezzo; un'automobile è, però, una delle fonti più significative di dispendio economico, da cui la necessità di ottenere lavori meglio retribuiti che, però, spesso sono più distanti di altri (magari proprio nei nodi rappresentati dalle città principali), con conseguente maggiore spesa e maggior tempo impiegato nello spostamento - insieme a tante altre persone che, di fatto, si troveranno in vario modo intasate nel traffico -.

La scelta di costruire nuove strade dedicate, tra l'altro, non comporta in effetti una riduzione del traffico neanche in termini di tempo complessivamente speso, in virtù dell'ulteriore dilatarsi del raggio d'azione quotidiano: se, cioè, apparentemente all'inizio una nuova strada a scorrimento veloce sembra far globalmente guadagnare tempo, va considerato come questa strada attrarrà una mobilità che origina da più distante, in virtù della velocità (Km/h) più sostenuta su tale strada.

 

Fermi un po'...È del resto evidente che uscire da questo predominio della mobilità meccanizzata ad alta velocità, alto impiego di energie, scarsità di relazioni, vincoli e disagi aumentati, esclusione degli emarginati richieda scelte radicali, ma che tali scelte - quali, per l'appunto, l'impiego esclusivamente di energia derivante dal metabolismo umano, andando quindi a velocità di bicicletta - si muove talmente in opposizione con la stessa struttura urbanistica da richiedere per essere messi in atto un ripensamento globale del proprio vivere: a cominciare dalle proprie scelte abitative e lavorative, che tendenzialmente si muovono di pari passo.

 

Al termine dell'incontro, si è concordato di dedicare l'appuntamento di lunedì 6 marzo, ore 18, presso la medesima sede alla questione animale, riflettendo a partire dal testo di M. Filippi e F. Trasatti "Crimini in tempo di pace".